Ascolto: abitare con il cuore la città

  1. Attività e composizione dell’équipe

L’équipe pastorale per il 2020-2021 della Parrocchia SS. Pietro e Paolo di Roma Eur si è riunita, in presenza, presso la Sala San Francesco, per iniziare l’attività di ascolto come richiesto dalla diocesi di Roma a partire dal 17 ottobre 2020 con il primo incontro proposto dalla diocesi attraverso il canale Facebook e NSL; a causa dell’emergenza COVID la collaborazione è proseguita a distanza, sia per quanto concerne la mappatura della parrocchia che per seguire i successivi sette incontri proposti dalla diocesi. Il gruppo ha lavorato da remoto con momenti di confronto che si sono conclusi in una riunione di sintesi, in presenza, il 28 maggio 2021.

L’équipe guidata dal parroco, Padre Nicola Scarlatino, insieme a Antonella Pinna Berchet, Fra Roberto Liggeri e Anna Luciani è così composta:

  1. per l’ascolto delle povertà, Raffaele Di Crosta, Paolo Ercolani, Emanuela Grassi Tedesco, Dario Paoletti, Claudio Scaggiante, Paola Usai;
  2. per l’ascolto dei giovani, Ferdinando Diana, Chiara Iannantuono, Isabella Pannoncini, Antonella Pinna Berchet, Andrea Salvia;
  3. per l’ascolto delle famiglie, Alfredo Diana, Sofia Diana, Dario Paoletti, Giorgio Zito, Suor Liz, Anna Luciani
  • La mappatura

Dal lavoro di mappatura svolto dai membri dell’équipe sono emerse i seguenti dati.

Per quanto concerne il territorio, tutti confermano che le aree verdi sono una grande risorsa della zona, anche se si lamenta l’assenza di una rete sufficiente di piste ciclabili (c’è solo una pista ciclabile non curata a Lungotevere di Via del Cappellaccio). Ci sono due piazze (P.le Ss. Pietro e Paolo – P.zza Sturzo). Punti di ritrovo spontaneo di giovani e adolescenti provenienti anche da altri quartieri sono dietro alla Basilica, a P.zza Sturzo/McDonald’s, V.le America, Palazzo Civiltà e Lavoro; per gli adulti non mancano bar cha lavorano durante la giornata fino all’ora dell’aperitivo e locali  anche serali in V.le America. I trasporti pubblici sono buoni. L’area è ben collegata con il resto della città.

Per i disabili, le barriere architettoniche ancora sussistono in buona parte di un’edilizia realizzata quando ancora il problema non era avvertito; vi è tuttavia un centro di preparazione paralimpica alle Tre Fontane.

In tema di istruzione e formazione, tranne l’insegnamento universitario vi sono scuole molto frequentate e in genere considerate di qualità, sia pubbliche che private, dal nido alle superiori.Per i bambini, oltre alle attività pomeridiane organizzate dalle scuole, ci sono la SICES (Società Italiana Centri Educazione Stradale), il Luneur, l’Eur Parco Avventura, il giardino didattico vicino al Fungo.Come scuola serale c’è l’Istituto Scolastico paritario Magnum. Per la formazione extra scolastica ci sono varie scuole di inglese (Via dell’aeronautica, V.le Pasteur, V.le Europa, Via Rhodesia), e centri sportivi (Rugby Tre Fontane, Canoa, Palestre, C.T. Eur)

Il bullismo è una realtà presente, anche per la presenza di piccoli gruppi che tendono al “branco” nei punti di ritrovo spontaneo, oltre alla tendenza all’esclusione negli ambienti scolastici più elitari anche semplicemente per motivi di abbigliamento.

Nell’ambito del lavoro e dell’assistenza, pur riconoscendone la necessità, si fa fatica a riscontrare punti di riferimento territoriale per l’assistenza gratuita o a basso costo (fiscale, lavorativa, giuridica, familiare, economico-finanziaria). È una zona in cui non mancano professionisti che svolgono privatamente ogni forma di consulenza. Per i poveri c’è ilcentro d’ascolto Caritas proprio nella nostra parrocchia. Esistonorealtà imprenditoriali sia tradizionali, che innovative (centri di informatica). Sono presenti grandi uffici (Confindustria, Inps, Poste Italiane, Min. Sviluppo Economico – ICE e altre realtà con gran numero di dipendenti). Non siamo a conoscenza di centri per l’impiego, e sicuramente non è una zona con alto tasso di disoccupazione

In tema di dipendenze, è riscontrabile una moderata tendenza alla ludopatia nei bar (slot, lotto, gratta e vinci…) ma nessuno sa se vi siano centri di gioco d’azzardo illegale. C’è un alto consumo di alcol e sostanze stupefacenti, nei luoghi di ritrovo degli adolescenti, e probabilmente anche nelle abitazioni private. C’è il centro Alcolisti Anonimi aperto tutti i giorni a SS Pietro e Paolo e, anche se fuori dal territorio parrocchiale ma vicino c’è il centro di sostegno per Tossicodipendenti a S. Gregorio Barbarigo.

Per quanto concerne la salute nel territorio della parrocchia non ci sono molti presidi, la maggior parte sono nelle zone immediatamente limitrofe. Gli ospedali più vicini sono S. Eugenio, IFO, Campus biomedico, CTO, i presidi Asl sono a Via Sabatini e al Laurentino 38. Ci sono vari centri analisi privati e convenzionati e gli ambulatori dei Cavalieri di Malta. Medici specialistici, di famiglia, dentisti, psicologi hanno i loro studi nei palazzi del quartiere.

Per la cultura e l’intrattenimento ci sono biblioteche legate agli uffici e aperte al pubblico. C’è un cinema (Eurcine) e durante l’estate il cinema galleggiante al laghetto (Floathing theatre). Gli spazi teatrali ci sarebbero ma non sono molto utilizzati e non vi è un teatro con una stagione annuale.Non mancano sale da ballo e discoteche come lo Spazio Novecento, altri locali e eventi estivi. Ci sono centri sportivi (Tre Fontane, Piscina delle Rose, Centro canottaggio, CTEur) e associazioni culturali (Associazioni Culturale Consociamo l’Eur, Ripartiamo dall’EUR).

In tema di abitazioni ci sono solo edifici residenziali ad alto costo o ville. I senza tetto sono soprattutto nelle aree verdi e sotto i portici dei monumenti o presso gli uffici la notte. Non ci sono sul territorio centri di accoglienza, ma sempre in aree limitrofe (es. Casa Heidi). Anche le case di riposo, RSA sono sempre in zone limitrofe.

Vi è una percezione di poca sicurezza, soprattutto nelle ore notturne. La situazione è meno grave di giorno a causa della gran presenza di persone legate agli uffici. La prostituzione nelle strade non si è fermata neanche con il Covid. Non sappiamo se ci siano e con quale entità situazioni di prestiti illegali e usura.

Per la spiritualità i due luoghi principali nel territorio o a ridosso sono la Grotta della Rivelazione e l’Abbazia delle Tre Fontane. Luoghi di culto, oltre alla parrocchia, sono la cappella degli Agostiniani la cappella dell’Istituto Massimo. Ci sono varie comunità religiose: agostiniani, francescani, trappisti, gesuiti e suore di varie congregazioni. La principale comunità straniera è quella filippina. Non ci sono luoghi di culto non cristiani. 

Infine la partecipazione sociale e politica si svolge attraverso il comitato e il consiglio di quartiere, o associazioni come “Ripartiamo dall’Eur”. Non conosciamo di gruppi di assistenza ai poveri oltre alla Caritas e la San Vincenzo in parrocchia.

In sintesi, dai lavori di mappatura emerge un’area con strutture curate e di qualità sia dal punto di vista degli spazi verdi che delle realtà scolastiche ed extrascolastiche per i giovani di cui usufruiscono non solo i residenti ma un gran numero di persone delle zone limitrofe; tuttavia il problema principale è il fortissimo individualismo e la mancanza di centri di socialità più strutturata e di qualità (come si riscontra ad esempio nei punti di ritrovo spontaneo dei giovani). Sono avvertiti come problemi rilevanti: la microcriminalità e la prostituzione.

  • Incontro di sintesi (28 maggio 2021)

Al termine del percorso di mappatura, degli incontri di formazione proposti dalla diocesi e dal confronto online, l’équipe si è riunita in parrocchia il 28 maggio 2021. Dopo aver visionato il lavoro di sintesi della mappatura svolto da Antonella Pinna Berchet e Fra Roberto Liggeri, nonché i dati del sito Mapparoma.info sul territorio della parrocchia ci si è interrogati su come parlare a un territorio caratterizzato da un elevatissimo numero di residenti anziani, una maggioranza di nuclei familiari composti da pochi componenti e un gran numero di persone, sia lavoratori che giovani, che per vari motivi sono presenti nella zona senza risiedervi.

Una pastorale che tenga conto dell’età avanzata dei residenti

Ci si è interrogati sulla possibilità di una pastorale rivolta a persone adulte e anziane, spesso sole. Si sono immaginate varie possibilità come incontri con temi di attualità, invitando relatori ad hoc, proiezioni e cineforum, gite (ovviamente tenendo conto del graduale ritorno alla normalità post-pandemia). Si è avvertita la necessità di non limitarsi a rivolgersi persone che già frequentano la parrocchia; si è sottolineata l’importanza di riallacciare rapporti con gente del quartiere, magari sola, e che non viene a messa. È necessario un discernimento per capire se la persona si è allontanata dalla Chiesa o non ha mai frequentato, per proporre percorsi in grado di intercettare le differenti realtà. Va tenuto presente che a volte anche problemi pratici sono d’ostacolo: ad esempio, la Parrocchia è molto fredda d’inverno e molte persone, maggiormente gli anziani, optano per la Cappella degli agostiniani.

Una pastorale giovanile che tenga conto della peculiarità del territorio

Seppur tra i residenti si assista a un ritorno di famiglie più giovani con figli in età scolare, abbiamo visto come il territorio della parrocchia ospiti principalmente persone anziane e nuclei familiari composti da uno o due componenti. Tuttavia si assistono a vari fenomeni:

  1. giovani che hanno frequentato la parrocchia per il catechismo che però non essendo residenti, ricevuti i sacramenti, hanno difficoltà a raggiungere la parrocchia se non li accompagnano in auto i genitori (non è la classica Parrocchia di quartiere, a portata di tutti);
  2. giovani non residenti che frequentano le scuole dell’Eur;
  3. giovani non interessati alla realtà della parrocchia che frequentano punti di ritrovo spontanei dietro alla Basilica, a P.zza Sturzo/McDonald’s, V.le America, Palazzo Civiltà e Lavoro

Di fronte a queste peculiarità, si ritiene importante ragionare su forme di pastorale giovanile in uscita, in collaborazione con chi si occupa di evangelizzazione di strada e con gli insegnanti di religione delle tante scuole del quartiere, in particolare le scuole superiori. Infatti, anche se sembra prevalere un certo atteggiamento di indifferenza e pregiudizio verso la realtà della Chiesa, vi sono ragazzi ricettivi che potrebbero essere interessati a un cammino di vita nella fede.

Una pastorale che tenga conto di tutte le povertà

Le povertà materiali non sono un problema particolarmente presente nel territorio della parrocchia, tuttavia è importante continuare e potenziare il lavoro della Caritas parrocchiale per le famiglie in difficoltà dei quartieri limitrofi. Sebbene più complesso, sarebbe importante trovare modalità di avvicinamento di quelle povertà sociali e spirituali spesso conseguenza del forte atteggiamento individualistico che si è registrato.

Una pastorale in comunione con le parrocchie limitrofi

La realtà dell’Eur, che svolge una funzione di centro del quadrante Roma Sud, impone la necessità di una stretta collaborazione con le parrocchie vicine, dato che la realtà esistenziale degli abitanti della zona spesso va oltre i confini dei territori delle parrocchie.