Pellegrinaggio ad Assisi 7-8 Marzo 2026

Assisi, pellegrini sulle orme di san Francesco

C’è un viaggio che si misura in chilometri, e un altro che si misura nel cuore. Il nostro pellegrinaggio parrocchiale ad Assisi è stato entrambe le cose.

Siamo partiti al mattino presto in pullman, con l’emozione di partecipare a un evento davvero straordinario: la prima Ostensione pubblica e prolungata delle spoglie di san Francesco, nella Basilica a lui dedicata ad Assisi, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte. Un momento storico per la Chiesa, che quest’anno celebra anche il Giubileo francescano, e per tutti i devoti del Poverello.

Il clima fin dall’inizio è stato sereno e gioioso, proprio come lo spirito dei frati francescani che ci accompagnavano. Con noi c’erano il parroco padre Luca, il viceparroco padre Cristian, suor Karina e suor Liz della scuola san Francesco. Insieme a loro, noi parrocchiani, grati per questa occasione unica.

Il viaggio è iniziato con la preghiera per la pace di Papa Leone XIV. Tra canti, momenti di preghiera, tante chiacchiere e qualche sonnellino, il tempo è passato veloce fino all’arrivo in albergo per il pranzo. Poi, nel pomeriggio, ci siamo diretti verso la Basilica per l’Ostensione.

Nonostante la prenotazione, la fila era lunghissima, vociante e a tratti disordinata: una moltitudine di pellegrini arrivati da ogni parte con lo stesso desiderio. Ma una volta entrati nella Basilica Inferiore, qualcosa è cambiato improvvisamente. È sceso un silenzio profondo, pieno di preghiere.

E in silenzio abbiamo sfilato attorno alla teca che custodisce le spoglie del santo. Davanti ai nostri occhi, piccoli mucchi di ossa a ricomporre il fragile corpo di Francesco, che otto secoli fa ha cambiato la storia con la radicalità del Vangelo. Un momento intenso, difficile da descrivere: un’emozione che ciascuno di noi ha scolpito nel proprio cuore.

Il pellegrinaggio è poi proseguito con la visita al Santuario della Spogliazione, dove oggi riposa il giovane santo Carlo Acutis, e alla casa natale di san Francesco, luoghi che raccontano la semplicità e la forza della sua scelta evangelica.

Abbiamo percorso molta strada tra le salite di Assisi, salendo e scendendo scale e scalette: la fatica non è mancata, ma con lo spirito del pellegrinaggio tutti – anche i più anziani – sono arrivati fino in fondo.

Il giorno seguente abbiamo partecipato alla Santa Messa nella Basilica Superiore, concelebrata dai nostri sacerdoti. Pregare lì, circondati dal grande ciclo di affreschi di Giotto che narrano la vita del santo, ci ha fatto sentire davvero parte di una storia di fede che attraversa i secoli.

La mattinata è continuata con la visita alla Basilica di Santa Chiara, dove abbiamo pregato davanti al corpo della Santa, qui conservato, e davanti al Crocifisso di San Damiano, quello stesso Crocifisso che parlò a Francesco invitandolo a “riparare la mia casa”.

Sulla via del ritorno non potevano mancare due tappe profondamente francescane: il Santuario di Rivotorto, primo nucleo della comunità di Francesco, e la Porziuncola nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, luogo così caro al santo e alla storia dell’Ordine francescano e dove il Poverello ricevette il “Perdono di Assisi”.

Siamo tornati a casa stanchi ma colmi di gratitudine. Questo pellegrinaggio non è stato solo una visita a luoghi santi, ma un’esperienza di fraternità, di preghiera e di pace.

Portiamo nel cuore i luoghi visitati e i momenti condivisi, grati al Signore per il dono di questi giorni vissuti insieme.

E forse proprio questo è il dono più grande lasciato da san Francesco: tornare alla vita di ogni giorno con il cuore un po’ più semplice, un po’ più leggero, e con il desiderio di portare nel mondo quella pace che nasce dal Vangelo.